Kyoto la città dei templi
Molte città in Giappone vantano il titolo di capitale, avendo rivestito questo ruolo per qualche periodo. Kyoto che nell’immaginario collettivo è ricordata per il famoso protocollo, un documento sui cambiamenti climatici redatto nel 1997, in vero vanta una storia importantissima avendo rivestito dal 974 al 1868 il ruolo di sede imperiale, nonché di capitale. Capoluogo dell’omonima prefettura Kyoto è posta al centro dell’isola Honshu, conta più di un milione e mezzo di abitanti, ed oggi è un importante centro culturale ed universitario. Durante la seconda guerra mondiale Kyoto fu risparmiata dai bombardamenti di conseguenza i suoi gioielli sono conservati piuttosto bene.
Alloggiamo in un grazioso Ryokan, il corrispondente giapponese delle nostre locande, e la prima cena ci viene fornita direttamente in camera. Tutto appare decisamente confortevole. Una caratteristica del servizio è che la zona letto viene approntata dai camerieri solo pochi istanti prima di andare a dormire.
Di nuovo per le strade della città, questa volta diretti al centralissimo tempio scintoista di
Yasaka. Un tempo chiamato tempio di Gion fu costruito nel 656 ma divenne famoso nell’anno 869 quando il suo mikoshi (santuario portatile, portantina) fu portata attraverso le vie di Kyoto per scongiurare una tremenda epidemia.
Al tramonto scopriamo un volto della città molto particolare e affascinante e che questa notte custodisca qualcosa di magico lo capiamo subito. Da una festa estiva in pieno svolgimento ereditiamo un gruppo che suona musica tradizionale. In un angolo i negozianti depositano degli ex voto, poi continuando a passeggiare osserviamo l’esterno del teatro Gion Corner, il più famoso di Kyoto. La cena la consumiamo in un grazioso ristorante sulle sponde del fiume. Abbiamo la fortuna di vedere una vera Geisha pare che sia un incontro veramente raro.
L’indomani ci rechiamo al Kyomizudera il tempio buddista dell’acqua pura. Venne fondato nel 780 dal 1994 fa parte del patrimonio dell’umanità. Dalle terrazze di legno del Kyomizudera possiamo osservare una splendida veduta della città. Sotto la terrazza invece è possibile assaggiare l’acqua di sorgente.
Il tempio scintoista Heian Jingu o grande santuario è famoso per la sua porta rossa gigante. Di fronte alla porzione centrale del tempio si trova una grande piazza con al centro una fontana con un drago. Poco distante un grande giardino, si dice che questo parco sia la rappresentazione naturale del paradiso.
Il nostro itinerario è quasi giunto al termine, ma non possiamo ripartire senza aver fatto visita ad un tempio buddista appena fuori Kyoto, chiamato Kyoto-nara. L’ultima tappa del viaggio è Arashiyama una rinnomata zona
turistica alle falde dell’omonimo monte dove scorre il fiume Kamogawa. Questo corso d’acqua è famoso per la presenza di pescatori che usano uccelli ammaestrati per catturare le loro prede, sfortunatamente però nei giorni scorsi ha piovuto e non abbiamo potuto assistere alla scena. Ci consoliamo con un giro in rishò, il ragazzo che lo conduce è davvero simpatico e ci accompagna fino alla foresta di bamboo.
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